La Struttura
L'edificio è di proprietà del Comune di Venezia che lo ha messo a disposizione di PMI Start Up, che possono accedervi tramite un bando aperto pubblicato sul sito del Comune. Le Società Start Up si sono riunite in un Consorzio per gestire al meglio le potenzialità della struttura e sfruttare efficacemente la coesistenza di tante PMI in termini di collaborazioni e comunicazione.
L'immobile si sviluppa su tre piani di circa 1000 mq ciascuno.
Lo spazio è diviso da pareti attrezzate che organizzano i luoghi di lavoro e gli spazi comuni negli spazi perimetrali, mentre nella parte centrale sono disposti gli elementi funzionali, ovvero servizi igienici, scale e ascensore.
Al Piano Terra, è situata la Reception e la zona per la sorveglianza, una saletta riunioni e il laboratorio informatico. Un'ampia sala conferenze multifunzionale per conferenze e riunioni è situata al primo piano. La sala contiene 80 posti e può essere divisa in due sale più piccole da 40 posti ciascuna.
L'edificio è stato dotato di impianti tecnologici all’avanguardia nel rispetto dell’ambiente e dei risparmi energetici, gli spazi destinati agli uffici sono stati studiati per essere facilmente personalizzabili ed adattabili alle esigenze delle singole imprese.
Nessuna barriera architettonica preclude l’utilizzo della struttura da parte dei disabili e l’attento studio cromatico delle superfici e della segnaletica agevola gli ipovedenti. L'edificio è stato dotato delle migliori tecnologie presenti sul mercato rendendo l’Incubatore particolarmente adatto all’insediamento di PMI innovative.
In particolare è stato atrezzato con un cablaggio informatico strutturale completo integrato con rete Wireless, con il controllo computerizzato per la supervisione e il controllo degli accessi, con illuminazione regolata automaticamente a seconda dell’intensità luminosa proveniente dall’esterno, con un sistema di riciclo dell’acqua piovana e con un sistema centralizzato di aspirazione delle polveri.
La Storia
Il luogo dove sorge l'Incubatore di imprese Ex CNOMV è ricco di storia. La pianta prospettica di Jacopo De’ Barbari (1500) porta in primo piano i fronti interni meridionali di due importanti Palazzi del Quattrocento della Giudecca uno dei due è la Rocca Bianca, la casa di vacanza dei Visconti signori di Milano, con lo splendido giardino, famoso per le sontuose feste che i proprietari vi tenevano.
La Pianta di Venezia di L. Ughi del 1729 riporta il permanere della destinazione a giardino privato dell’intera area, mentre quella del Combatti del 1846 ne segnala l’avvenuta trasformazione in orti, come del resto era avvenuto per quasi tutte le aree scoperte dell’isola. Gli edifici lungo la fondamenta erano stati trasformati in magazzini di granaglie e all’estremità meridionale del lembo di terra si era insediato il Cantiere Navale di Giovanni Vianello.
Agli inizi del 1900 tutta l’area subisce delle profonde trasformazioni produttive ed edilizie. Nel 1905 il Comune di Venezia gestisce direttamente il servizio di navigazione interna a vapore, costituendo l’Azienda Comunale di Navigazione Interna Lagunare ed assegnandole, per le attività di cantiere, il complesso del vecchio cantiere Vianello. Tutti gli edifici furono ristrutturati e vennero costruiti nuovi scali. L’intervento più consistente fu attuato dalla ditta di costruzioni meccaniche Fonderie Neville che aveva acquisito il complesso dell’ex Rocca Bianca, ed aveva avviato un progetto di ristrutturazione degli edifici esistenti realizzando tre grandi capannoni, la cui costruzione terminò nel 1906.
Al termine delle opere di costruzione la ditta Neville cessa l’attività e l’opificio viene rilevato dalla Società Anonima Veneziana Industrie Navali e Meccaniche che ne amplia anche l’attività aggiungendo quelle legate ad un cantiere navale e ad un bacino di carenaggio. La SAVINEM, nel 1917, trasferisce attività e macchinari a Piombino e l’intera area viene acquistata dalla Società Anonima Cantieri Navali ed Acciaierie di Venezia con lo scopo di creare un grande stabilimento siderurgico e navale.
Il complesso venne ancora una volta completamente ristrutturato per la produzione di draghe, escavatori, battelli di medio tonnellaggio, rimorchiatori e galleggianti vari, condotti per impianti idroelettrici ecc. Intorno agli anni ’30 la società si trasforma in Cantieri Navali ed Officine Meccaniche di Venezia, i detti CNOMV, e dopo la seconda guerra mondiale acquisisce anche l’area già occupata dai cantieri dell’ACNIL, trasferiti dal 1942 a S. Elena. Nel 1952/’53 avviene la ristrutturazione degli edifici storici di cui si è precedentemente parlato e verso la fine degli anni ’60 anche i CNOMV si trasferiscono, occupando una parte dell’Arsenale.
Il Comune di Venezia acquista successivamente l’intera area ex CNOMV che, dopo un periodo di iniziale abbandono, è stata oggetto di un articolato programma di trasformazione e riqualificazione urbana.
La prima fase degli interventi ha interessato il recupero delle aree esterne con l’insediamento, nella parte interna dello spazio che si affaccia sulla laguna, del Consorzio Cantierista Minore Veneziana e la fase successiva con il restauro dell’edificio principale che dà sul Canale della Giudecca, per la realizzazione dell’Incubatore di Imprese Venice Cube.






