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Nel microscopio l’illuminazione fa la differenza

Vi sono diversi modi di illuminare il campione da analizzare, in base alle sue caratteristiche intrinseche di opacità e trasparenza. I meccanismi più usati nella microscopìa sono il sistema a trasmissione, detto anche a campo chiaro, e a diffusione o a campo scuro. Che succede, in entrambi i casi? Nel sistema a campo chiaro il fascio luminoso proviene da una sorgente di luce incandescente che ‘trafigge’ il campione, mentre nel sistema a campo scuro lo colpisce in pieno diffondendo il riflesso luminoso. Per intenderci meglio, nel sistema a diffusione il flash di luce ‘taglia’ il campione seguendo una direttiva quasi perpendicolare all’asse del microscopio, di modo che l’obiettivo capta solo la luce deviata del campione osservato. La risultante è far apparire le parti libere del campione come un fondo scuro che fanno risaltare i dettagli in contrasto cromatico.

Questo tipo di tecnica viene impiegata frequentemente nell’osservazione di particelle biologiche, prevalentemente trasparenti, e per l’analisi di oggetti infinitesimali, talmente ‘micro’ da essere invisibili in condizioni di luce normale. Sui microscopi, strumenti affascinanti che aprono scenari insondabili ad occhio nudo, si addensano quesiti per capirne meglio il funzionamento, non basta mettere una goccia d’acqua o un capello sul vetrino e poi guardare attraverso l’obiettivo per sentirsi scienziati. Fra le domande più comuni molti si chiedono come si fa a ingrandire l’immagine, al punto di riuscire a vederla nella sua essenza. C’è una formula a spiegarlo, basta moltiplicare l’ingrandimento dell’obiettivo per quello dell’oculare, se si ha un obiettivo 4x e un oculare 10x sarà sufficiente moltiplicare i valori per ottenere il numero che ‘fotografa’ l’ingrandimento.

C’è poi chi si chiede se si possono fare le fotografie con il microscopio. La risposta è sì, ammesso che il modello di microscopio in oggetto sia compatibile con gli adattatori fotografici, cosa più che probabile dal momento che quasi tutte le fotocamere, sia reflex che digitali, sono compatibili, pur richiedendo alcune dei particolari raccordi facilmente trovabili in commercio. Se andiamo, poi, a vedere su www.microscopiomigliore.it i microscopi più avanzati e professionali ci potremo imbattere in modelli dotati di testina trinoculare, composta da due obiettivi uniti a una torretta che serve a fotografare.